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Date: 29/11/2006 Poco fa ho letto da qualche parte una citazione di John Updike, scrittore americano tutt'ora in vita.
I sogni si realizzano; senza questa possibilità, la natura non c'inciterebbe a farne.
Da qui ho iniziato a pensare al significato di una affermazione del genere.
Di primo acchito, mi è sembrata una frase piuttosto profonda e veritiera, ma poi ci ho ragionato su. Può essere profonda, ma, a mio parere, non corrisponde alla realtà. La frase asserta esplicitamente che tutti sogni si avverano, e già qui la cosa pare nettamente improbabile. Ma poi mi è stato fatto notare il ruolo che la natura avrebbe se ciò fosse vero: ...la natura non c'inciterebbe a farne. Questo sta a dire che è la natura che ci dà il materiale su cui costruire poi i sogni. Ma perchè le due affermazioni devono essere per forza legate? Dopotutto l'artefice principale dei sogni è la nostra mente. Dire che la natura ci incita a fare i sogni è troppo generico per poter risultare vero, poichè il materiale che essa ci dà è praticamente infinito. E' quindi la nostra mente che provvede ad interpretare il reale creando quelli che chiamiamo sogni? Suppongo sia così, ma credo anche che la nostra mente sappia bene qual è il confine tra un sogno possibile ed un sogno fantastico. Ci sono sogni che ci sembreranno per sempre irraggiungibili ed in effetti lo sono davvero. E ce ne sono altri che ci sembreranno più a portata di mano. Ed è per questo che quando si sognano cose irrealizzabili, il sogno si trasforma in malinconia. Malinconia che può sfociare in frasi come queste che cercano di dare una spiegazione logica ai sogni, che di logico non hanno proprio niente. M ![]() |
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Date: 25/11/2006 Vorrei spegnere la mia mente ogni tanto, impedirle di formulare un qualunque pensiero. Tanto a che serve una mente che in certi istanti non sa far altro che formulare pensieri stupidi e inutili? A far sì che si possa fare un paragone con quelli sensati? Forse. Ma a questo punto ridurrei comunque la quantità di pensieri per tenerne soltanto una quantità campione.
No, non ci sono ancora riuscito. Chi seguiva il mio precedente blog avrà forse notato la mia innata predisposizione a farmi seghe mentali in diversi contesti. E nonostante sforzi notevoli non sono riuscito ad arrestare la loro creazione da parte di una mente che oramai viaggia perlopiù da sola. E allora mi scazzo, mi chiudo, divento scontroso e irascibile (aggettivo che ormai mi viene affibiato fin troppo spesso perchè possa ignorarlo ancora). Devo fare qualcosa per distrarre la mente. Capita quindi che inizi a riordinare libri e fogli e qualsiasi cosa mi passi per la testa. Ma spesso non basta. Ok, cuffie e giaccone e via, facciamoci due passi. E' vero che la musica distrae, ma in certi momenti le melodie che capitano più spesso sono quelle malinconiche e tristi degli Opeth, dei Katatonia, dei Novembre o di Ludovico Einaudi...Pure il lettore mp3 contro. D'altronde basta un niente per dare a quell'entità astratta del materiale su cui lavorare. E lei gode. Gode perchè sa che il materiale che ricevo non dipende da me, e che io non lo posso fermare in alcun modo. Nessun filtro, nessun rifiuto. Solo ricezione passiva e inevitabile. Apatia. M ![]() |
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Date: 24/11/2006 This is the Life We choose
The Life We live And There is only One guarantee ....none of us will see heaven... Kataklysm - Ambassador Of Pain - Serenity In Fire (2004)
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Date: 05/11/2006 E' decisamente un altro mondo. Un mondo al quale sento di non appartenere affatto. Due feste in discoteca in due giorni. |
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Date: 01/11/2006 Utili i traslochi. L'altro giorno stavo togliendo dei raccoglitori da uno scatolone e ad un certo punto me ne trovo tra le mani uno che a prima vista non mi ricordava niente. L'ho aperto e c'erano degli appunti di tedesco, presi quest'estate a Monaco.
Ma non c'erano solo quelli. Verso la fine, in disparte c'era un altro foglio. Niente regole grammaticali o vocaboli, ma sfoghi, riflessioni di quel periodo. Due pagine fitte fitte. Non le ricopio qui perchè, oltre ad avere un contenuto altamente personale, sarebbe un lavoro piuttosto lungo e noioso. Piuttosto, rileggendolo, mi son reso conto come alle volte si facciano delle previsioni che sembrano sicure, a metà tra la speranza e la certezza, che poi si rivelano totalmente errate. Niente di tutto quello che buttai giù su quel foglio si è avverato in seguito. Ma la cosa interessante, è che dopo un certo periodo, man mano che lo scorrere degli eventi proseguiva, non percepivo il crollo delle mie speranze. In qualche modo, scrivendole, si evita che il pensiero ricorra frequentemente ad esse. Ed è utile. Scrivere aiuta molto. Soprattutto nei momenti meno belli. Funziona come uno scarica-preoccupazioni/speranze/ire. Ed è per questo che gli scritti migliori vengono fuori quando si sta attraversando un periodo negativo. A meno che non si usi il proprio blog/quaderno/diario per narrare i fatti di ogni giorno, le riflessioni più profonde, meglio esposte, si scrivono nei momenti più bui. E' anche per tale motivo che questo blog non sarà aggiornato regolarmente. E forse, sempre per lo stesso motivo, questo intervento non sarà uno dei migliori. M |
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