Estratto

Date: 24/02/2007
Time: febbraio 24, 2007 14:49
In: Estratto

"Ho passato questi giorni in una quiete profonda, disteso in una barca al sole. Tu non conosci questi luoghi: sono divini. La foce dell'Arno ha una soavità così pura che non so paragonarle nessuna bocca di donna amata. Avevo bisogno di questo riposo e di questo bagno nel silenzio delle cose naturali. Ora sto molto meglio; [...]. Non so se alla Capponcina mi attenda qualche tua lettera. Non so più nulla di nulla. Nessuno sa che io son qui, fortunatamente, ed ho evitato di avere la corrispondenza cotidiana e i giornali. Ho scambiato qualche parola con un marinaio ingenuo, che è la sola persona umana cui io mi sia accostato. - Come si può vivere dunque nelle città immonde - io mi chiedo - e dimenticare queste consolazioni? Credo che finirò eremita, su un promontorio. Penso all'ora in cui dovrò riprendere il treno, con un rammarico indicibile."




Gabriele D'Annunzio in una lettera all'editore Treves (1889)


Marcos333 | commenti (1) | link


Vicenza

Date: 17/02/2007
Time: febbraio 17, 2007 15:31
In: Vicenza



Marcos333 | commenti | link


Sognatori E Realisti

Date: 12/02/2007
Time: febbraio 12, 2007 22:12
In: Sognatori E Realisti

Proviamo a paragonarli con la notte e col giorno.
    Il sognatore ha il buio nelle vene: vive la notte nella sua interezza ed è infinitamente attratto da essa. E con "vivere la notte" non intendo passarla in una discoteca o in un pub. La notte non la si vive illuminati da luci artificiali, bombardati da suoni confusi. La notte la si vive all'aperto, per strada o in un parco, dove solo i rumori della città insonnolita e delle foglie tremanti fanno da sottofondo. I passi si susseguono calmi, il corpo e la mente distesi. Il Sognatore spera che la notte non finisca mai, che la nemesi del giorno e della luce possa sopravvivere all'infinito. Probabilmente dentro di lui c'è un anfratto di razionalità che inutilmente tenta di richiamarlo all'ordine, ma egli sa come ignorarlo, e continua a sperare, a sognare.
    Il realista vive di giorno. E' frenetico. Sa che non può perdere tempo in distrazioni della mente e si affretta a fare tutto. Sa che il giorno finirà, e non vede l'ora che accada per poter staccare la spina e vivere la notte, circondato da artifici umani, oppure lanciarsi in un sogno ristoratore per preparasi ad un'altra giornata. E' vero, la sua vita sociale e materiale rasenta probabilmente la perfezione. Ma c'è anche altro.

Si sente profondamente realizzato? Forse. Ma ognuno di noi ha un anfratto che va contro i propri pensieri più usuali, più comuni. E anche il realista lo ha. E lui lo sente, lo percepisce, nè è attratto, ma lo teme. Che ne sarebbe della sua vita, della sua famiglia, del suo lavoro, se una notte decidesse di dirigersi verso un lago e sdraiarsi nei pressi della riva, osservando le stelle? Se quando inizieranno a cadere le prime gocce di pioggia rimarrà semplicemente immobile, socchiudendo appena gli occhi, invece di correre per cercare riparo? Se, infine, si abbandonasse ad un sonno finalmente calmo, vuoto di preoccupazioni per il domani, e iniziasse finalmente a sognare?

Da piccoli si è così: incoscienti forse, avventati, pieni di voglia di libertà, liberi da ogni vincolo comportamentale. Ma la società, il mondo, le persone stesse ci cambiano e si diventa realisti. Perchè si prova uno strano senso di benessere e di pace nel vedere un bambino dormire? Non ci ricordiamo forse di quando anche noi eravamo così, di quando ci addormentavamo "sperando si sognare, sognando di volare"?

E non definitevi sognatori. Nessuno di noi se lo può permettere, nessuno di noi alla fine ha il coraggio di compiere il grande salto, nessuno di noi vorrebbe perdere ogni contatto col mondo moderno, senza cellulari, senza Internet, senza sicurezza, senza soldi.
Siamo tutti quanti realisti.

Ma in un certo qual modo possiamo ritenerci "sognatori".
Continuate a sognare e non smettete mai.

Continuate a sognare di sognare.


M



Marcos333 | commenti (2) | link


Serata Storta

Date: 05/02/2007
Time: febbraio 05, 2007 20:49
In: Serata Storta

E mi ritrovo solo, spaesato, scazzato. Non riesco a formulare una frase in modo, non dico gentile, ma almeno normale. Non so perchè son così e non voglio neanche saperlo. Non cercate di farmi analisi psicologiche sul mio stato perchè non è il momento. E' già tanto che mi sia venuta voglia di scrivere qui, forse sperando di trasmettere un pò di nervosismo a questa stramaledetta tastiera scassata.
Mi è passata pure la voglia di scrivere su cose che mi interessano. Già sono poche rispetto alle materie totali di scuola; se poi perdo interesse anche per queste addio. Odio perdere intere ore della mia vita appresso a nozioni che so già che non userò nella mia vita; insegnamenti buttati all'aria. Non mi interessano, perchè devo studiarli? Fatemi fare quello che mi piace. Ve ne trovo di materie, almeno tante quante ne ho adesso. E io sarò felice perchè studio quello che mi piace e sarò pronto per il dopo-liceo.
No, lo so che è un'utopia. Ma non mi abbasserò neanche a farvi i sorrisini finti per farvi credere che la materia mi piace e magari mi state simpatiche. Lo so che ce ne sono decine di alunni così, ma non sarò uno di quelli. Non vi farò battutine del cazzo per ricevere un vostro sorrisino altrettanto finto, non mi metterò a parlare con voi di cazzate che non interessano nè a me nè a voi. Semplicemente cercherò di fare il mio dovere con il minimo sforzo. Nient'altro.
Non riesco comunque a capire come possiate cascare nella stupida tela dei leccaculo. Forse perchè non li conoscete abbastanza. Forse non sentite cosa dicono quando voi siete girate o non sentite. O forse alcune di voi sono così lusingate da complimenti vari che neanche vogliono pensarci.
Affanculo.


M



Marcos333 | commenti (3) | link


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+

+La Pioggia+
+Il Freddo+
+I Paesaggi Malinconici+
+La Penombra+
+Suonare+
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-Il Vento-
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