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Date: 09/12/2007 Mi accodo all'ondata di indignazione popolare dopo il rogo alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino.
Si sa, il popolino è facile preda di emozioni che però hanno vita molto breve. Il tempo che lo share dei programmi in tv calino e l'argomento verrà piano piano dimenticato. I media non ne parleranno più perchè non fa ascolto, e se non fa ascolto gli sponsor non arrivano e se gli sponsor non arrivano il canale ci perde economicamente. E allora via dai tg, via dai talk-show. Finisce tutto in un sussurro. E l'andamento della televisione si rispecchia nei politici. Indignazione anche da parte loro: critiche, filippiche, appelli, comparsate in tv, riunioni d'emergenza. E poi più niente. E come scrisse qualcuno, Pertini sarebbe andato a trovare le famiglie degli operai morti; Napolitano è andato alla prima della Scala di Milano. Intanto i dirigenti della ThyssenKrupp sono alla gogna, figure senza forma dilaniate dall'opinione pubblica. Ma sanno benissimo che tra poco tempo verranno dimenticati. Ogni volta gli indagati in disastri simili non aspettano altro che questo, che l'Italia si dimentichi di tutto quello che è successo, che il loro reato finisca in prescrizione, che le famiglie dei morti non possano più reggere contro lo stuolo di avvocati che l'azienda gli metterà a disposizione. Oggi la ThyssenKrupp ha emanato un comunicato: dichiara che l'azienda non ha colpe, che da parte loro non c'è stata nessuna violazione delle norme di sicurezza. Evidentemente non hanno sentito le testimonianze degli operai che quella notte c'erano. Diversi di loro hanno provato a usare gli estintori, ma erano scarichi o fuori uso. Altri hanno provato a utilizzare il telefono d'emergenza: fuori uso. Alla fine uno di loro è andato in bici ad avvertire la stazione dei pompieri là vicino. Gli altri hanno soltanto potuto vedere i loro colleghi bruciare tra le fiamme. Inoltre in molti hanno denunciato la condizione delle tubature dello stabilimento che contenevano olio bollente, lo stesso olio caduto addosso agli operai morti: usurate dal tempo e mai più revisionate da quando il gruppo aveva comunicato il prossimo smantellamento e trasferimento dell'acciaieria. Gli operai facevano turni che andavano dalle 12 alle 16 ore. Tentavano di tenere alta la produttività di modo che l'azienda si convincesse a lasciare a Torino lo stabilimento, oppure semplicemente volevano portare a casa qualche euro in più. Quattro di loro sono morti, altri sono in fin di vita. Vittime in pasto all' insaziabile indignazione pubblica, agli inutili minuti di silenzio, ai commenti superflui, alle condanne nel vuoto, alla logica crudele della televisione. Aspettando un'altra sciagura che riporti l'attenzione su questo o quel problema. M ![]() |
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Date: 03/12/2007 Dalla Sofferenza Viene La Forza
Continuo a ripensare alla citazione che mi hanno passato ieri sera. E' semplice, corta e immediata. E vera. Quando stai davvero male pensi che non riuscirai a risollevarti perchè cosa ci può essere di peggio di quello che ti è accaduto? Allora ti abbatti, non fai programmi per il futuro e rimugini, rimugini. E' quasi impossibile riuscire a pensare ad altro, a sgrombrare la mente da certi pensieri per riempirla di altri, magari più stupidi e inutili, ma sicuramente meno dannosi. E allora diventi scontroso, irascibile, magari anche violento. Non vedi la causa di tutto ciò dentro di te, la vedi soltanto all'esterno. E questo esterno può essere una persona, un sentimento, un oggetto. Tutto fuorchè te stesso. Come puoi essere tu la causa del malessere? Non è concepibile, la colpa è degli altri, tu sei la vittima, non ci puoi fare niente. Quindi può darsi che dentro di te si insinui piano piano uno dei sentimenti più naturali e spontanei di tutti, l'Odio. Odi, odi con tutto te stesso. Intravedi le possibile cause dei tuoi patimenti e le odi. Ti riprometti di non averci più niente a che fare, mai più. Poi possono bastare una panchina, del tabacco e una cartina e ecco che la mente ti si schiarisce un pò. L'Odio lo dovresti rivolgere contro te stesso. La causa della tua sofferenza sei tu, non gli altri. Sono i tuoi pensieri che ti fanno stare male, sono i tuoi castelli di sabbia che, crollando, ti buttano ancora più a terra, sono le tue false convinzioni a donarti illusioni fugaci. Perchè sì, in certi momenti ti riempi la testa di illusioni. Sono belle, bellissime sul momento, ma la loro bellezza è tanto grande quanto è corta la loro durata. Nel momento in cui queste illusioni cessano di esistere nella tua mente, allora avrai iniziato a risollevare la testa. Nè prima, nè dopo. Dopo aver compreso tutto ciò puoi dirti più forte, più consapevole, più critico nei tuoi confronti. Questo non vuol dire che non ci cascherai mai più, ma è probabile che la prossima volta la sofferenza durerà di meno. E per ora puoi andare avanti per la tua strada, con qualche rimasuglio di Odio che probabilmente si attarderà dentro di te ancora per un pò. M ![]() |
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