Si chiamava Aziz

Date: 24/10/2007
Time: ottobre 24, 2007 16:23
In: Si chiamava Aziz

Prima del curvone delle 100 lire a Sassi, ci sono tre semafori.
Faccio quella strada dalla prima elementare, tredici anni in tutto. E' una strada normalissima: soliti incroci, soliti cretini, solite macchine in doppia fila.
Ah sì, mi son dimenticato di dire che c'è anche un lavavetri lì, al primo semaforo della strada. Dal primo giorno delle elementari fino a oggi, l'ho sempre visto a quel semaforo. In realtà non è neanche un lavavetri: lui vende fazzoletti e accendini.
La sua espressione è rimasta la stessa nel tempo, ma di rughe ce ne sono molte di più e la schiena ormai è tutto fuorchè dritta.
Non si può definire il suo sguardo perchè non ne possiede uno particolare. E' quello sguardo di chi non ha avuto niente dalla vita e ormai è giunto a un'età in cui la speranza è già bella che morta. Non alza più le mani per mostrarti la "sua" mercanzia, non ti sorride, non insiste se fai di no con la testa, non cammina in fretta per passare accanto a più macchine possibile.
Sai, ho sempre sentito dire che se anche compri qualcosa a questa gente non finisce a loro. E molto probabilmente è vero, le organizzazioni che lucrano dietro queste cose esistono. Così vero che me ne sono convinto pure io.
Quando tornavo in macchina con mia mamma non ero mai io a rifiutare la sua muta offerta. Non ne avevo il coraggio e mi limitavo a guardarlo passare oltre.
Qualche settimana fa passavo di lì un pomeriggio. Quel semaforo non credo di averlo mai preso col verde; per non so quale motivo si trova sempre il rosso.
Era lì come al solito e, tornando quasi sempre da solo in macchina, tocca a me fare un cenno di diniego. Lo faccio sempre, e ogni volta me ne pento appena superato il semaforo. Vorrei parlargli anche solo per pochi minuti, chiedergli dove è nato, com'era la sua famiglia e come è arrivato qui; vorrei offrirgli qualcosa da mangiare, almeno quello non glielo possono portare via. Vorrei fare qualcosa, insomma, che cambi anche solo in minima parte la sua giornata, che la renda meno monotona, che gli permetta di ricordarla.
Ma non lo faccio mai, lo farò la prossima volta.
E ogni volta lui è lì, e ogni volta io passo oltre.

Può succedere di tutto nel mondo. Possono scoppiare guerre, nuove malattie, possono scoprire la cura per l'Aids, risolvere la questione birmana e quella medio-orientale, possono mettere in galera Previti, possono far crescere il PIL mondiale del 2,3 % mentre si prevedeva soltanto il 2%, possono far cadere il Governo, possono ripiantare tre alberi ogni due tagliati in Brasile, possono chiudere il tuo telefilm preferito, possono toglierti la linea Adsl.
Nel mondo può succedere tutto ciò e molto altro, ma lui sarà sempre lì a cercare di venderti fazzoletti e accendini.


M




Marcos333 | commenti (1) | link


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