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Date: 12/03/2008 Sarà il libro che sto leggendo, sarà una certa rogna che tengo dentro da un pò di tempo, ma voglio sfogarmi ancora una volta contro quest'ameba, questo essere in agonia che di rialzarsi non ne vuole sapere, questo pezzo di terra comandato da porci schifosi che al momento giusto sanno proteggere se stessi e i propri interessi. Tutto questo è l'Italia.
Non ho intenzione di dissertare sulla politica, le miei idee
E di questi, quanti conoscono almeno in parte il curriculum dei direttori che li mandano avanti? Quanti di voi sanno che il padre padrone col grande cosone detta legge e l'autonomia di un tg è inesistente? Basta una telefonata per oscurare una notizia, due parole dette in modo sbrigativo e il foglio con l'Ansa viene buttato in un cestino: il servizio non s'adda fa. E il fatto dove finisce? Scompare. A volte viene scritto il pezzo sui giornali, ma mica sempre. Quasi sempre la notizia è reperibile su Internet, ma non tutti possono accedervi quando e come vogliono. E quindi colui che ha proibito di mandare in onda la notizia vince. Solo pochissimi son riusciti a conoscerla e se proveranno a diffonderla verranno bollati come comunisti, toghe rosse, ciarlatani o terroristi. Il problema non sta solo nei tg comunque. Chi di voi non ha mai visto Porta a Porta o Matrix o programmi simili? Secondo voi, che ruolo ha il conduttore? Si chiamano talk show, gli spettacoli delle chiacchere, perchè chiacchere sono. Chiunque può andare e dire la sua senza venir contraddetto coi fatti. Esempio: qualche anno fa l'allora ministro dell'economia Tremonti va da Ballarò per una discussione sugli ultimi dati di PIL e debito pubblico. Tremonti cita dei dati palesemente falsi, ma Floris, il conduttore, non lo contraddice. Ci va un tecnico, seduto nelle file degli ospiti, che col rapporto in mano lo smentisce. Viene tacciato di ignoranza (era ed è professore di economia alla Bocconi, mentre Tremonti è un commercialista) e quando Floris prova a difenderlo viene bollato come dipendente statale (che poi non si capisce che offesa debba essere) e il conduttore si zittisce. Ecco. Qua commette un errore madornale. L'emerito Tremonti andava semplicemente accompagnato fuori dallo studio per manifesta ignoranza. La servitù della maggior parte dei giornalisti è lapalissiana. Ancora devo capire come si fa ad accettare un incarico da opinionista per un giornale chiaramente di parte. Da contratto, sei obbligato a mettere in risalto alcuni aspetti e censurarne altri, e questo non è far giornalismo, ma è obbedire a degli ordini. Negli anni '90 Santoro lavorava, pensate un pò, in Mediaset. In un intervista a Marcello dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi (insieme fonderanno Forza Italia), gli chiede come mai assunse come stalliere della villa di Arcore un noto mafioso (un certo Mangano). Il futuro senatore della Repubblica (perchè tale è diventato) ribatte che quando lo assunse, questo Mangano non aveva precedenti penali. Santoro, allora, interpellò dei giuristi in aula che, carte del processo su dell'Utri alla mano, contraddissero quest'ultimo. Berlusconi perdette migliaia di voti, rimproverò dell'Utri per tale figuraccia e, chiaramente, licenziò Santoro. In altri Paesi non è così, gli intervistati vengono tartassati di domande e spesso contraddetti. Qua non si può fare. Qua la RAI è pubblica e deve servire lo Stato anzichè tutelare i cittadini. Qua Mediaset è privata e, nei limiti della legge, può dare le informazioni che vuole. Qua siamo in Italia. M ![]() |
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