PS
Date: 24/08/2008
Time: agosto 24, 2008 20:00
In: PS
«Quando si passa quella porta, si perde ogni forma di pudore». Me lo disse sorridendo, completamente avvolto dalle lenzuola che coprivano il pannolone, indicando una porta a qualche decina di metri da noi. Avrà avuto una sessantina d'anni, barba bianca, un po' di capelli disordinati e un paio d'occhiali che gli davano un'aria colta e attenta. E lo era davvero.
Le nostre barelle erano un po' in disparte rispetto alle altre, io potevo parlare solo con lui, lui solo con me. Portava il suo dolore con dignitoso silenzio. Non urlava per chiamare gli infermieri, non si agitava, non si vergognava di camminare fino al bagno con solo il pannolone addosso, appoggiato al carrellino della flebo con una mano mentre l'altra teneva la sacca del catetere. Credo fosse per quello che mi ispirò simpatia fin dal principio. Non mostrava vergogna. Al pronto soccorso, nel suo caso (io non ero stato ancora operato), si perde o il pudore o la dignità. Se accetti la tua condizione e non te ne vergogni dici addio al primo e tieni la seconda. Se ti nascondi, se ti agiti, se cerchi di monopolizzare l'attenzione degli infermieri, se ti lamenti mostri di essere inevitabilmente attaccato a quel pudore che secondo te dovrebbe aiutarti a mantenere un certo decoro, mentre in realtà sortisce l'effetto contrario.
Non abbiamo parlato tanto, per lo più ascoltavamo i commenti degli infermieri, i lamenti degli altri ricoverati, oppure ciascuno pensava ai propri problemi, io alle mie coliche renali, lui alla convivenza col non troppo simpatico tubo. Mi ha raccontato che di ospedali ne aveva girati parecchi, era circa 15 anni che passava da un'operazione all'altra. Credo che la sua aria tutto sommato serena, quasi rassegnata, fosse dovuta a questo.
Dopo un giorno io venni trasferito nel reparto di urologia per il ricovero, lui rimase ancora al pronto soccorso. Ci salutammo in poco tempo, niente di che apparentemente, ma, almeno da parte mia, ci fu un profondo senso di rispetto per chi, come lui, doveva continuamente rapportarsi con problemi che lo costringevano a lunghi periodi in ospedale, dolori e quant'altro.
Non mi lamentai più di tanto nei cinque giorni all'ospedale. Probabilmente non l'avessi incontrato al mio arrivo mi sarei comportato diversamente, ma ho imparato che per quanto male si stia, c'è sempre qualcuno che sta peggio. In questo caso, se lui non si lamentava e si comportava da ottimo paziente, a maggior ragione dovevo trattenermi io.
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Marcos333 |
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